L'olivo e la sua cultura (2a parte)

Vacanza nel Salento

Continuando questo excursus nella Puglia da visitare con la sua coltura principe, arriviamo ai primi decenni del XVII secolo che segnano, anche in Terra d'Otranto, il momento culminante di quella fase di prosperità che aveva caratterizzato tutto il Cinquecento, ma registrano anche l'inizio di una lunga crisi, che diventerà poi irreversibile per tutto il Mezzogiorno. A questo risultato contribuisce sicuramente il deterioramento delle condizioni climatiche e in particolare il lungo ciclo di basse temperature che investirono l'Europa dopo il 1600 cause che determinanti la crisi dei raccolti e le eccezionali carestie. Tale crisi che giunge fino agli anni Ottanta del Seicento per poi determinarsi una netta inversione di tendenza con una forte ripresa dell'economia agricola, con l'oliveto che ancora una volta s'imponeva nel quadro generale del paesaggio agrario. Si inaugura in quegli anni un lungo periodi di continua espansione e progresso delle tecniche di coltivazione.

Generazioni di "potatori" e "innestatori" pugliesi modellano la iniziale forma selvatica dell'olivo, per trasformare le zone boscose in coltivazioni ben curate e regolari, allo scopo di esaltare la funzione produttiva delle piante e nello stesso tempo contenere gli elevati costi di coltivazione e raccolta.

Un lavoro duro di secoli, che s'è andato ad incorporare in un grande patrimonio naturale di incomparabile bellezza, meta privilegiata della Puglia da visitare, capace di suscitare sorpresa e ammirazione nel visitatore. Oggi copre una superficie di circa 9 milioni di ettari, sui quali insistono 60 milioni di piante, mute testimoni dell'evolversi della nostra civiltà. Questa lunga storia che intreccia i destini della nostra terra con l’olivo e l’olio trova la sua rappresentazione più convincente nella gastronomia locale, che vede proprio nell’olio di oliva un elemento imprescindibile, il perno fondamentale di quella dieta mediterranea riconosciuta ultimamente dall’Unesco come patrimonio immateriale dell’umanità.

La compenetrazione tra territorio e cultura dell’olio d’oliva si può apprezzarla percorrendo le ben otto strade che dal Gargano al Salento, passando per la Terra di Bari e la Valle d’ ltria attraversano la Puglia. Ognuna si caratterizza per una diversa tipologia di olio che si differenzia dalle altre per sapore, colore e odore. Per quanto riguarda il Salento l’olio Dop Terra d’Otranto vanta due strade: la Dop Jonica e quella Dop Adriatica. Tra gli itinerari della strada jonica ci sono quello indicato come Olio del Crocefisso e Messapi che attraversa Casarano, Parabita, Presicce (Olio Faiulo), Ruffano, Acquarica del Capo; e l’altro, degli Ulivi Secolari e Ville Neretine, che attraversa Galatone, Nardò e Veglie. Gli itinerari della strada Adriatica, invece, sono quattro: Olio del Barocco, Macchia del Barone, Olio della Grecìa Salentina, Olio e unguenti. Le strade dell’olio rappresentano un interessante e originale, oltre che gustoso, modo per approcciarsi a quella Puglia da visitare che sempre più attrae turisti e viaggiatori curiosi.