Gallipoli

Un grande semicerchio di roccia grigia sembra abbracciare Gallipoli, una stretta che si chiude con gli isolotti gallipolini, che precedono, facile guado, isola e faro di Sant'Andrea. Come ebbe modo di notare il celebre pellegrino di Puglia, Gallipoli sembra galleggiare sulle acque, come una fortezza ridotta a un giardino d'infanzia, su un mare tenero, basso, trasparente. I bastioni cingono come amante geloso la città con dissimulata severità, riservando però sulla loro sommità l’incanto di una passeggiata pensile che riserva allo sguardo la gioia di inattese e suggestive prospettive. Per quanto la città conservi le sue fortificazioni, che parlano di un passato tempestoso, nulla è rimasto dell’accigliata rocca militare di un tempo con le case che disputano ora la luce in accordi di tenui colori pastello e gli scorci delle sue strade che sembrano usciti dalla pittura di un vedutista accorto. 
Gallipoli appare come un’estrema propaggine di terra che offre ricettacolo sicuro e terragno a grappoli di case allungandosi su un mare costantemente tenuto a bada ai suoi piedi dai bastioni. Un mare che sembra riposare come compagno fedele ai suoi piedi placido come bagno termale, uno specchio in cui la città sembra mirarsi. Percorrendo le sue tortuose stradine come rivelazioni ci appariranno la fitta teoria di chiesette, oratori e cappelle in cui hanno esercitato il loro genio i tanti artisti di valore cui questa città ha dato i natali: artisti come il Catalano, il Lenti, il Vespasiano Genuino, il Coppola le cui tele decorarono le magnifiche sale del Re di Francia, nonché autore del Sant’Oronzo della cattedrale di Lecce che come un’icona seminale è stata replicata in tutte le chiese del Salento. Dedicata a Sant’Agata, la cattedrale di Gallipoli appare come una vera e propria pinacoteca con le pareti ricoperte di grandi tele, come gli altari, il soffitto della navata centrale e la volta della cupola al centro della crociera. Tra gli autori Luca Giordano, Andrea Coppola, Giandomenico Catalano e il Malinconico. Spostandosi alla Purità si viene ugualmente colpiti dalla ricchezza di quadri e dipinti che istoriano le pareti opera di Liborio Riccio.
Altre opere di Catalano e Coppola le troveremo nella chiesa di San Francesco che ospita anche un dipinto di Giovanni Antonio de’Sacchis detto il Pordenone allievo di Tiziano. Suggestiva è la cappella del Crocefisso, con le due statue lignee dei Ladroni, opera settecentesca di Vespasiano Genuino. In particolare, la statua che raffigura Misma, comunemente nota come Malladrone,  il cui realismo del volto dall’espressione beffarda e disperata  colpì la fantasia di D’Annunzio che la citò in una sua opera menzionandone l'"orrida bellezza". Bellezza vaga e piena di armonia è quella che offre, invece, il paesaggio che si può scorgere dalla città di Gallipoli con i suoi tetti imbiancati attraverso i quali spuntano qua e là le cuspidi delle chiese e i vertici dei campanili. Il nastro cobalto del mare circonda il profilo della città vecchia fino alla sua parte orientale occupata dal castello. A ponente, l’isolotto di Sant’Andrea basso e tutto proteso nel mare con il suo occhio di luce, il faro, il primo che si incontri nello Ionio. La costiera compie una bellissima curva fino a punta Pizzo con il litorale mosso da dune. In lontananza appare Alezio sulla sua collinetta, le serre da Parabita a Ugento e la vallata in cui occhieggiano nel loro biancore di calce i paesi dell’interno. Volgendo nuovamente lo sguardo a nord riappare la costa ionica che si protende verso le marine di Nardò per sfumare sfuggente nei colori grigio-azzurri dell’orizzonte. Come Gallipoli, che vista da lontano scolorisce tra le tinte del cielo e appare come vascello sospeso tra azzurro e azzurro, imbarcazione in rotta verso il sogno.
Dove andare nel Salento