Vacanze nel Salento: un treno e le sue suggestioni

Vacanze nel Salento

Le Ferrovie del Sud Est offrono, a chi trascorra le vacanze nel Salento, un formidabile e ammaliante strumento di attraversamento, conoscenza e approccio, in altri termini, una prospettiva privilegiata da cui esplorare il cuore e le la realtà più autentica di questo territorio. Dopo quella statale si tratta della più estesa rete ferroviaria omogenea italiana, che si inoltra a lambire e raggiungere i tanti centri del mosaico salentino, costeggiandone il profilo. I suoi binari da Lecce, via Novoli, carezzano lo smalto cobalto dello Ionio raggiungendo, come rivelazione inattesa, Gallipoli sul versante occidentale per poi continuare il loro percorso, conquistando il capolinea ultimo ed estremo di Gagliano del Capo nei pressi di Santa Maria di Leuca. Proprio da qui, il 16 ottobre del 1911 fu inaugurata la linea con il primo treno che partì alle ore 05:07 in direzione Maglie. La direzione verso cui il sentiero di polvere e ferro tagliato nella campagna sassosa riprende il suo sinuoso percorso per risalire verso nord, verso il capoluogo, non prima, però, di un’amena diversione verso le cromie del mare adriatico e le bellezze di Otranto, ultima propaggine orientale della linea di ferro. Tra questi vertici, una lunga teorie di piccole stazioni perse nella solitudine dell’attesa a costellare, come interrogativi che aspettano una risposta, questo ammaliante percorso di scoperta che si offre a chi viva le sue vacanze nel Salento. Il treno che conduce attraverso tale cammino non è un treno qualsiasi, ma una sopravvivenza d’altri tempi e ritmi, il persistere tenace di un altro rapporto col tempo e l’esistenza, una nota discordante nell’epoca della celebrazione della velocità. Nel Salento la ferrovia è spesso definita col nome di littorina che è poi il soprannome delle antiche automotrici diesel. La linea di queste tratte ferroviarie, infatti, non è elettrificata e il convoglio appare come un vecchio autobus incongruamente posizionato su rotaie e ruote d’acciaio. Queste locomative avanzano sul profilo pianeggiante della penisola e arrancano sulle rare salite incrociando il lucore abbacinante delle case come cavalli riottosi e indolenti; le carrozze si incuneano nelle gravine scavate nella roccia serpeggiando tra ali di agavi come diligenza d’altre latitudini ed epoche. Attraversare le campagne salentine su questo treno esprime una modalità del viaggiare che non contrasta con i tempi dell’osservazione, nonché l’affermazione della volontà di vivere ad altra velocità come canta Battiato ne I treni di Tozeur. Mentre in quella canzone, però, i treni non sono treni reali, ma miraggi che somigliano a vagoni stagliati sul panorama desertico della Tunisia, nel nostro caso, Fata Morgana elargisce i suoi incanti attraverso la fattuale realtà dei finestrini delle carrozze del sud est da cui si srotola, come sullo schermo di un cinema, il miraggio di una trama paesaggistica sfumata tra incanto e sogno. Insomma, spostarsi lungo questa strada ferrata, una ideale vena pulsante che si ramifica e allontana nel corpo vivo di questa terra, rappresenta, per chi trascorra le vacanze nel Salento,  un’opportunità in più per penetrare e lasciarsi conquistare dalla bellezza di questo lembo di sud.

Località: 
Lecce
Gallipoli
Santa Maria di Leuca
Otranto